Le strade dell’Iran sono scenario di una profonda crisi umanitaria. L’opposizione e la Fondazione Narges Mohammadi riferiscono di oltre 2.000 morti nelle ultime 48 ore, segnando il 16° giorno di una rivolta contro il regime. I corpi sono ammassati negli ospedali mentre gli arresti sono quasi 11.000.
Dal suo profilo su Truth, Trump, che parla dalla Casa Bianca, ha espresso il suo sostegno ai manifestanti: “Pronti ad aiutarli nella lotta per la libertà”. Intanto, il presidente del Parlamento iraniano, Qalibaf, ha risposto con fermezza: “Un attacco? Israele e basi Usa diventeranno obiettivi legittimi”.
La tensione internazionale cresce mentre si valuta la possibilità di interventi, con l’attenzione mondiale rivolta a questa sanguinosa repressione e alle sue possibili conseguenze geopolitiche.