La Cgil ha lanciato un allarme riguardo ai futuri requisiti pensionistici che potrebbero mettere in difficoltà circa 55mila lavoratori. Questi lavoratori, che hanno aderito a misure di uscita anticipata come l’isopensione e i contratti di espansione, potrebbero trovarsi senza reddito e senza contributi nei prossimi anni.
Dal 2027 e 2028, i criteri per accedere alla pensione subiranno un aumento, e ulteriori restrizioni entreranno in vigore a partire dal 2029. Questo scenario potrebbe creare un vuoto tra lavoro e pensionamento per coloro che si sono affidati a strumenti finanziati dalle aziende, come i fondi di solidarietà.
La Cgil ha espresso preoccupazione sottolineando che “queste modifiche metteranno a rischio molti lavoratori che si sono già organizzati per un’uscita anticipata”. È fondamentale che le istituzioni prendano provvedimenti per evitare una situazione di incertezza economica per migliaia di individui.