Negli ultimi 12 anni, l’Italia ha assistito alla chiusura di oltre 140mila attività di commercio al dettaglio, incluse sia negozi che ambulanti. La situazione risulta particolarmente grave nei centri storici e nei piccoli comuni.
Secondo uno studio della Confcommercio, senza nuove politiche di rigenerazione urbana e un piano per il riutilizzo di più di 105mila negozi sfitti, il trend negativo potrebbe continuare. È previsto che entro il 2035 possano chiudere altre 114mila imprese.
Le categorie più colpite sono state i benzinai, con una riduzione del 42,2%, le attività artistiche con un calo del 34,5%, e i negozi di abbigliamento e calzature, diminuiti del 25%. Al contrario, i ristoranti hanno visto un incremento del 17,1%.
Il presidente di Confcommercio, Sangalli, ha espresso preoccupazione, affermando: “Con questa desertificazione, si rischia di trasformare le città in fantasmi”.