“Se attaccati, colpiremo duramente Stati Uniti e Israele”: questa è la minaccia che il presidente del parlamento iraniano, Qalibaf, ha lanciato durante una riunione dedicata alle proteste che da due settimane stanno scuotendo l’Iran. Il messaggio è stato riportato dal Tehran Times, che ha sottolineato come Qalibaf accusi Washington e Tel Aviv di sostenere le recenti rivolte e di fomentare disordini nel Paese.
Secondo il leader iraniano, la “nazione iraniana” è pronta a infliggere un duro colpo a coloro che giudica responsabili di queste tensioni. La situazione, già tesa, rischia di aggravarsi ulteriormente se le minacce si trasformassero in azioni concrete.
Le dichiarazioni di Qalibaf arrivano in un momento critico per l’Iran, dove le proteste continuano a crescere, alimentate da un contesto socio-politico fragile e complesso. Le parole del presidente del parlamento evidenziano un’escalation nei toni tra l’Iran e i suoi presunti nemici.