Quattro anni per riconvertire l’ex Ilva e consentire all’Italia di diventare il principale produttore di acciaio in Europa. Questo è il progetto delineato dal governo, come annunciato dalla Fiom. Il piano include la cassa integrazione a partire da gennaio per seimila lavoratori e l’avvio di trattative per trovare un nuovo possibile acquirente internazionale.
I sindacati hanno espresso forte disappunto dopo l’incontro con l’esecutivo, dichiarando che si è raggiunto un “punto di non ritorno” e che l’intenzione sembra essere solo quella di “chiuderla”. Da parte sua, il governo ha manifestato il suo rammarico e si è detto aperto a “approfondire tutti gli aspetti” della questione.