Un tribunale di Seul ha emesso una sentenza di 20 mesi di carcere contro l’ex first lady sudcoreana Kim Keon Hee per corruzione. La condanna segue l’arresto del marito, coinvolto in eventi legati alla dichiarazione della legge marziale nel 2024.
Kim è stata accusata di aver accettato regali di lusso dalla Unification Church, una delle sette religiose più influenti della Corea del Sud. Nonostante le accuse di aggiotaggio e violazioni delle leggi sui finanziamenti politici, il tribunale ha deciso di assolverla da questi capi d’accusa. Inizialmente, il pubblico ministero aveva chiesto una pena molto più severa, pari a 15 anni di reclusione.
La sentenza ha suscitato reazioni diverse nel Paese, dati i legami tra la famiglia dell’ex first lady e alcuni dei gruppi più potenti della nazione. La vicenda sta attirando l’attenzione dei media internazionali per le sue implicazioni politiche e sociali.