L’omicidio che ha scosso il Giappone ha trovato il suo epilogo in tribunale: Tetsuya Yamagami, l’uomo che ha confessato di aver ucciso l’ex primo ministro Shinzo Abe nel 2022, è stato condannato all’ergastolo. L’attacco è avvenuto durante un comizio a Nara, città nel Giappone occidentale, quando Yamagami, di 45 anni, ha aperto il fuoco con una pistola artigianale.
Secondo le dichiarazioni dell’imputato, la motivazione dell’omicidio risiede in un video che suggeriva legami tra Abe e la Chiesa dell’Unificazione del reverendo Moon. Yamagami ha sottolineato che la setta sudcoreana aveva sottratto ingenti somme di denaro a sua madre, fatto che lo aveva spinto a compiere il gesto estremo.
La sentenza riflette la gravità delle sue azioni e chiude un capitolo drammatico nella storia recente del paese.