Il Myanmar ha concesso l’amnistia a oltre seimila detenuti, in un gesto che coincide con la 78ma celebrazione dell’indipendenza dall’ex potenza coloniale britannica. Il presidente ad interim, generale Min Aung Hlaing, ha annunciato il rilascio di 6.134 prigionieri, tra cui 52 stranieri, uomini e donne, motivando la decisione con ragioni umanitarie e compassionevoli. Questa mossa arriva dopo una serie di arresti massicci seguiti al colpo di Stato del febbraio 2021.
Dopo due anni di tensioni politiche e sociali, molti detenuti, inclusi quelli reclusi nei campi di detenzione, potranno tornare alla libertà. L’amnistia annuale rappresenta un raro spiraglio di umanità in un contesto segnato da rigide repressioni. Il rilascio dei detenuti è visto come un tentativo di alleggerire le tensioni interne e migliorare l’immagine del governo militare agli occhi della comunità internazionale.